127 Ore
Aron Raltson è un ragazzo a cui piace vivere da solo, senza nessuno intorno. Ama arrampicare,vorrebbe vivere di questo, ma è un ingengere. Nei weekend, senza dire niente a nessuno, parte e se ne va da qualche parte, da solo. E’ quello che fa un giorno di Aprile quando decide di andare a esplorare il Blu John Canyon. Qui incontra per caso due ragazze, passa del tempo con loro, poi riprende la sua escursione in solitaria. Tutto sembra procedere bene, ma mentre scende attraverso una gola, un sasso gli casca sul braccio, intrappolandolo contro una parete.
Rimarrà bloccato in quel canyon, senza acqua ne cibo, per cinque giorni.
Aron Ralston aveva raccontato la sua incredibile storia in un libro, Between a Rock and a Hard Place e Danny Boyle, regista di Trainspotting, The Beach e il recente The Millionaire, ha deciso di raccontarcela attraverso il cinema, restando così fedele al libro e agi avvenimenti reali, che Ralston, dopo aver visto il film, ha dichiarato che sembrava quasi un documentario.
Boyle aggiunge alla gia drammatica storia reale, un pathos, una forza emotiva, che solo attraverso lo schermo era possibile trasmettere. Il film tratta una storia di crescita personale, tema caro a Boyle che lo ha affrontato in numerosi suoi film, e noi cresciamo con il protagonista, intrappolato e costretto a confrontarsi con tutti i suoi demoni. Non era facile fare un film su uno scalatore bloccato per cinque giorni sotto un canyon, ma attraverso una regia, un montaggio, una colonna sonora molto curata e grazie alla grandiosa perfomance di James Franco tutto funziona perfettamente.
Alla fine del film viene da chiedersi se noi saremmo stati capaci di resistere come lui, se noi avessimo trovato la forza per andare avanti. Forse, alla fine, rischiare di rimanere bloccati in un canyon per cinque giorni è il male minore di fronte al vivere frenetico dei nostri giorni, al tralasciare quei valori e quegli affetti che ci portiamo dietro e spesso trascuriamo. Forse è necessario trovare del tempo per stare da soli per tornare a sentirsi veramente vivi.
Pezzo migiore del film:
Il film da il suo meglio verso la fine del film, quando Aron ha ormai quasi perso le sue forze e inizia a sentirsi veramente male ( fisicamente e psicologicamente).
Pezzo Peggiore
Forse l’incontro con le ragazze ( che è stato cambiato dalla realtà da Boyle dove Ralston insegnava a questa ad arrampicare mentre nel fillm fanno il bagno in una grottta). La scena è inserita per approfondire il personaggio principale, ma c’erano altri modi piu efficaci per farlo.
P.S.
La scena di lui che si libera dal masso è molto cruda, molti sono svenuti durante la proiezione, quindi verso la fine del film copritevi gli occhi. Andatelo a vedere però, non lasciatevi scoraggiare da una sola scena!

